Vino tipico della collina del Montello, nelle Prealpi trevigiane, ottenuto da uve Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot. Il nome del vino prende origine dalla “zuita”, in dialetto veneto la civetta, che popola le “terre rosse”, ricche di ferro e argilla, e che dà il nome ai terreni della famiglia Serena a Venegazzù. Il vino ancora giovane e ricco in tannini necessita di un lieve affinamento in legno (la sosta si prolunga per 12 mesi) per raggiungere l’obiettivo di un delicato equilibrio organolettico.
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La vinificazione viene fatta in rosso. La fermentazione avviene in vasche di acciaio con controllo della temperatura, le tecniche estrattive sono i rimontaggi giornalieri e delestage per ottenere un’estrazione delicata dalle bucce dei composti di qualità: polifenoli e sostanze coloranti. La fermentazione malolattica avviene spontaneamente nel periodo successivo alla fermentazione alcolica. Il vino ancora giovane e ricco in tannini necessita di un lieve affinamento in barrique (la sosta si prolunga per 12 mesi) per raggiungere l’obiettivo di un delicato equilibrio organolettico. La provenienza dell’essenze del rovere impiegato per accompagnare la maturazione del vino sono scelte a seconda delle annate, utilizzando a discrezione dell’enologo legni di primo o secondo passaggio. In questa fase l’azione dell’ossigeno condensa i tannini ottenendo un bouquet di straordinaria eleganza e un sapore armonico. Rosso rubino fitto con riflessi granati. Olfatto intenso e persistente con chiare note di piccoli frutti neri; emergono poi in progressione note di spezie dolci e balsamiche. Morbido e armonico, delineato da un tannino integro e strutturato. Finale ampio e avvolgente, di notevole lunghezza, dove ritorna la speziatura balsamica, con note di liquirizia e cacao che si integrano finemente con la matrice tannica. Accompagna piatti di raffinata cucina internazionale, filetto di pepe, arrosti di carni rosse, brasati e formaggi stagionati. Alcol 14%.
Paternoster sorge a Barile, sulle pendici di un vulcano dimenticato, in una terra magica, aspra, inquieta, struggente; l’Aglianico del Vulture "Synthesi" è l’emblema di un territorio che incanta grazie alla struttura e alla longevità che riesce a donari ai vini che qui nascono.
Un grande classico contemporaneo, il nome di Marina Cvetic è entrato infatti da subito nei cuori di tutti gli appassionati grazie a vini di grande eleganza. Vini che parlano un linguaggio universale raccontando l’Abruzzo più bello. Il Colline Teatine Cabernet Sauvignon IGT “Marina Cvetic” di Masciarelli nasce da una vinificazione in acciaio ed una successiva maturazione in barrique di 18/24 mesi.
Equilibrato e pieno al palato. Buona struttura con tannini morbidi e rotondi. Eleganti espressioni di frutta intricate delicatamente con la quercia, il minerale e la caramella
Il Valpolicella Ripasso Superiore “Marchesa Mariabella” viene alla luce da un’interpretazione precisa voluta da Camilla Rossi Chauvenet, saldamente alla guida della cantina Massimago.
Vitigno Nebbiolo. Di colore rosso tendente al granato, con riflessi aranciati, ha profumo caratteristico, etereo e sapore vellutato, austero ed asciutto. Vendemmia 2016
Vino tipico della collina del Montello, nelle Prealpi trevigiane, ottenuto da uve Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot. Il nome del vino prende origine dalla “zuita”, in dialetto veneto la civetta, che popola le “terre rosse”, ricche di ferro e argilla, e che dà il nome ai terreni della famiglia Serena a Venegazzù. Il vino ancora giovane e ricco in tannini necessita di un lieve affinamento in legno (la sosta si prolunga per 12 mesi) per raggiungere l’obiettivo di un delicato equilibrio organolettico.